Giornata della memoria 2024-Secondaria Montelupone

Giorno della Memoria 2024 - Secondaria Montelupone

 

Incontro con lo storico Matteo Petracci

 

Venerdì 26 gennaio, nell’aula magna della Scuola Secondaria di I grado “P.C. Benedettucci” di Montelupone, gli alunni di tutte le classi hanno conosciuto una pagina importante della Resistenza marchigiana: quella dei partigiani della Banda “Mario”, le cui vicende sono state ricostruite grazie alla sapiente attività di ricerca di Matteo Petracci.

Lo storico ha coinvolto i ragazzi facendo rivivere le vicissitudini di un gruppo di combattenti appartenenti a diverse nazionalità. La banda “Mario” rappresenta un bell’esempio di fratellanza umana, alimentata dalla comune passione per la libertà.

I ringraziamenti, oltre che a Matteo Petracci, vanno all’Amministrazione Comunale di Montelupone, che ogni anno contribuisce alla proposta formativa della scuola con progetti e collaborazioni di esperti esterni.



Dall’Africa all’Appennino: la storia del partigiano etiope Carlo Abbamagal

(Pagina estratta dal catalogo dell'offerta didattica dell’Istituto Storico di Macerata)

 

Carlo Abbamagal, nato ad Addis Abeba, fu portato nel 1940 in Italia con molti altri etiopi, somali ed eritrei per una Mostra delle Terre d'Oltremare che si doveva tenere a Napoli, ma l'ingresso dell'Italia in guerra travolse tutto, comprese queste donne e questi uomini che ritroviamo nel 1943 internati in provincia di Macerata. 

Nel periodo 1943-1944 si diedero "alla macchia", unendosi a giovani italiani, montenegrini, francesi, sloveni, inglesi, scozzesi, russi in quella che è nota come la Banda "Mario", centinaia di donne e uomini provenienti da tutto il mondo che trovarono rifugio nelle montagne tra San Severino Marche e Matelica.

Il comandante era sloveno, il medico ebreo: c'erano due preti italiani e diversi antifascisti che avevano conosciuto il carcere o il confino. Una "banda meticcia" che presto sarebbe diventata una delle meglio organizzate del territorio.

Raccontare questa storia è un modo originale e unico per riflettere sulla convivenza fra diversi proprio in un momento in cui riemergono sentimenti nazionalisti e istinti xenofobi, ed è un modo per capire a fondo e meglio il senso dell'articolo 3 della nostra Costituzione.

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